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giovedì 7 luglio 2016

A chi importa?

Giovedì di piena estate. C'è chi ha il coraggio di deprimersi per motivi stupidi mentre fuori c'è il sole, il cielo blu, l'ombra degli alberi, la frutta migliore dell'anno, il gelato, le serate all'aperto... Mah! Io fatico perfino ad arrabbiarmi in estate, ma forse sono strana. E un po' strano è il mondo raccontato dall'autore delle pagine che vi ho proposto la scorsa settimana. Strano, ma eccezionalmente familiare, sempre diverso, esagerato come una caricatura in ogni suo libro eppure tanto vicino a una realtà che il lettore trova riconoscibile pur osservandola attraverso una sorta di specchio deformante che gonfia certi dettagli e ne stira altri. Lo scrittore è Stefano Benni e le pagine vengono da La compagnia dei Celestini, il primo che ho letto tra i suoi romanzi. Ho scelto questo titolo perché ricordavo la descrizione delle estati a Rigolone Marina che ben si adatta a questa stagione, ma di Benni mi è rimasto nel cuore Terra! che a tutt'oggi è il mio preferito nella lunga lista dei suoi scritti. Amo il suo modo comicamente critico di narrare, la fantasia nel suo sarcasmo e l'attenzione con la quale osserva la vita reale per poterla poi deformare con il suo specchio magico. Leggendo Benni si ride, ma finita la risata si riflette. Leggete un suo libro qualsiasi, andate a teatro a vedere una delle sue opere in scena, poi mi direte.


Avrei tanti altri libri dei quali parlarvi, li avete visti nella mia libreria, migliaia di pagine da farvi assaggiare, ma per il momento mi fermo qui. Sospendo anche questa rubrica del giovedì (ho aggiunto un banner a destra per chi volesse fare un giro tra questi post) e non ho molta voglia di spiegarvene il motivo, forse perché mentre scrivo questo post fuori c'è il sole e preferisco uscire, forse è questo l'ultimo piccolo enigma del giovedì e per la soluzione dovrete aspettare una settimana. Hahahahahaha!




giovedì 30 giugno 2016

Tutti al mare

L'estratto di giovedì scorso viene da Il peggior viaggio del mondo di Apsley Cherry-Garrard, diario di un sopravvissuto alla drammatica spedizione polare nella quale uno dei miei eroi, Robert Falcon Scott, perse la vita insieme a quattro compagni. 
I resoconti delle grandi esplorazioni del passato sono sempre stati in cima alle mie letture predilette e questo è forse quello che mi ha più coinvolta e commossa. Per 750 pagine ho viaggiato, sognato, scoperto, gioito e patito insieme ai membri della spedizione, li ho conosciuti profondamente uno per uno fino a prevedere le loro reazioni e comprendere i loro pensieri. Infine sono tornata a casa, come Garrard, con una grande avventura nel cuore e una nuova visione della vita e del mondo.
Penso sempre di essere nata nell'epoca sbagliata perché io sto bene con questa gente, con i curiosi, con i romantici, con gli scienziati sognatori. Sul finire del libro, Garrard scrive: "L'esplorazione è l'espressione fisica della passione dell'intelletto. Se dunque siete assetati di sapere e avete la forza di dare espressione fisica al vostro desiderio, allora partite per un'esplorazione. Se siete uomini coraggiosi non approderete a nulla; ma se siete paurosi potrete fare molto, perché nessuno più di un codardo deve dimostrare il proprio coraggio."

Ma passiamo alle pagine di oggi. L'estate è arrivata e non si parla d'altro che di mete per le vacanze. Mai provata questa?



giovedì 23 giugno 2016

Uomini al Polo

Il bello del giovedì è che il giorno dopo è venerdì, quello che si chiama "l'ultimo sforzo" della settimana lavorativa e ha già il sapore della libertà. Per me libertà è viaggiare e il libro dal quale è tratta la pagina dell'ultimo enigma è un lungo fantastico viaggio in un mondo immaginario spaventoso e divertente: Le tredici vite e 1/2 del Capitano Orso Blu di Walter Moers. Dovrebbe essere un romanzo per ragazzi, ma pur avendolo letto da adulta l'ho apprezzato tantissimo. È spiritoso, avventuroso, interessante, poetico... Mi è piaciuto davvero tanto. L'autore tedesco ha fatto un gran lavoro di costruzione di un mondo, di una mitologia, di usi e costumi di incredibili personaggi e porta il lettore a esplorarlo insieme al Capitano che come un ingenuo Forrest Gump si fa travolgere dagli eventi della vita senza quasi rendersene conto.

Questa volta non sarà difficile identificare il libro da cui ho tratto le pagine qui sotto, ma in fondo non vi propongo questi spezzoni solo per giocare a indovinare. Quello che sto facendo ogni giovedì è condividere alcune delle mie letture preferite attraverso le frasi che ho sottolineato, quelle che mi hanno colpita e ispirata, i passi che mi hanno trattenuta a riflettere più di altri o che mi hanno fatto sorridere, emozionare, commuovere. Leggere arricchisce la vita con esperienze che non viviamo direttamente, ma in ogni caso finiscono per coinvolgerci e appartenerci. Per questo mi piace raccontarvi cosa ho letto come vi racconterei cosa ho imparato viaggiando. Voglio che vi soffermiate sulle pagine che vi propongo per farvene assaggiare l'atmosfera e par farvi notare le parole scelte dagli autori per esprimere certi pensieri, descrivere certe situazioni, presentare certi ambienti e personaggi. 
Questo è il vecchio diario di una storia reale, questi sono i pensieri di qualcuno che ha vissuto un'avventura drammatica e strepitosa.




giovedì 16 giugno 2016

Senza timone

Sono tornata. Vi sono mancata?

La soluzione all'ultimo enigma è arrivata con il commento di PL (che strani nomi hanno i miei lettori!): la mente speciale appartiene al ragazzino autistico di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon. È un romanzo delizioso che partendo dal piccolo giallo sulla morte del cane dei vicini trasporta il lettore nel mondo di Christopher, quindicenne affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo che gli causa gravi difficoltà nelle relazioni personali. A dargli sicurezza sono la logica e la matematica, ma per risolvere il caso, Christopher deve passare attraverso i sentimenti e i segreti delle persone che vivono intorno a lui. Il libro, uscito nel 2003, ha avuto un enorme successo e ne sono state tratte versioni teatrali e cinematografiche.

Il nuovo enigma è costituito da una sola pagina presa da un romanzo ingiallito nella mia libreria e consumato dalle volte che l'ho sfogliato per rileggere le mie frasi preferite. Qui ne ho sottolineata una a matita e so che molti lettori mi considereranno un mostro per questo, ma non sono il tipo che conserva i libri intonsi (quello è mio fratello che imbusta i fumetti uno per uno). Chi apre un libro che mi appartiene si accorge subito che è mio perché con la matita sottolineo, traccio x e faccio cerchi intorno ai paragrafi che voglio ritrovare. Nella trama di questo romanzo, comunque, si trovano mostri peggiori insieme ad avventure straordinarie. Buon viaggio.


giovedì 26 maggio 2016

Una mente speciale

L'estratto di giovedì scorso, come indovinato da Yoneko nei commenti, proviene da Neverwhere/Nessun dove di Neil Gaiman, il primo romanzo dell'ormai celebre autore inglese. Purtroppo non c'è un premio, solo la piccola gioia di avere un libro in comune :)
In realtà, non è la prima volta che qualcuno trova il titolo del libro proposto. Due settimane fa Fabio di Librinviaggio aveva scoperto Bradbury, ma ha risposto via Facebook invece che sul blog. La conversazione è stata all'incirca:
Fabio - Mi verrebbe da dire Stephen King, ma non sono convinto
Io - Credo che questo autore ci foderasse i cassetti con i libri di King
Fabio - Ci sono! Il popolo dell'autunno di Bradbury!

Ma torniamo a Gaiman.
Per chi, come me, è appassionato di fumetti al punto da considerarli letteratura al pari dei libri, era già un idolo prima che cominciasse a pubblicare romanzi e racconti: certe storie scritte per Sandman andrebbero studiate nelle scuole. Preferisco il suo fantasy filosofico metropolitano a quello classico, ma è solo una considerazione personale.

Con Neil Gaiman ho chiuso il poker dei miei scrittori preferiti, ma ci sono tanti libri nella lista di quelli che mi hanno colpito e stregato negli anni e il gioco prosegue. Oggi cambio di nuovo genere e vi porto a conoscere qualcuno di molto speciale...









giovedì 19 maggio 2016

Dove siamo?

Prima di tutto, la soluzione dell'enigma di giovedì scorso: le pagine sulla vita in un vicolo africano sono tratte da Ebano di Ryszard Kapuściński, il primo libro che ho letto del giornalista polacco che mi ha raccontato l'Africa dal punto di vista dell'Africa e non da quello a cui ci ha abituati la tv. Adoro le storie delle sue disavventure di reporter squattrinato che osserva il mondo cambiare sotto un sole bollente, sotto piogge furiose, in mezzo al fango e al fuoco, ai rifiuti e ai proiettili, al sangue dei miseri con i quali condivide un bicchiere e qualche chiacchiera sulla vita. Quando sono stata in Zambia e Botswana avevo ben presenti i suoi racconti e proprio grazie ai suoi libri ho saputo apprezzare la vera Africa, non quella dei tour organizzati, dei villaggi turistici e delle recite sulle usanze indigene. Ho passeggiato di sera per le vie di Livingstone pensando a giocattoli rotti e magia e me la sono goduta tutta!

Oggi invece vi propongo un viaggio diverso, un viaggio che può intraprendere chiunque senza allontanarsi troppo da casa, partendo dalle strade che conosce a memoria e dai luoghi che ritiene familiari. Basta fermarsi un attimo a guardarli con occhi diversi e lasciarsi trasportare dall'immaginazione per scoprire mondi segreti e fantastici. Questo è un piccolo estratto, ma scoprire da dove provenga è davvero troppo facile.


giovedì 12 maggio 2016

Il mio vicolo

Un altro giovedì di scansioni per condividere passaggi tratti dai miei libri preferiti.
Prima di presentarvi due nuove pagine, però, vi svelo la provenienza di quelle pubblicate la scorsa settimana: Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury. È uno dei miei romanzi preferiti di sempre e, anche se lo vedo ingiallire e invecchiare sullo scaffale, ne subisco ancora il fascino e lo trovo sempre più bello ogni volta che lo sfoglio. Sì, ne sono innamorata, sono innamorata di ciò che Bradbury sapeva evocare con le parole più semplici: era un mago. Pare non sia più così facile trovare questo libro, ma se ci riuscite avrete tra le mani qualcosa di prezioso.

Con l'estratto di oggi torno a racconti di vita reale e sono ben tre pagine, ma non voglio aggiungere altro. Alla prossima settimana per scoprire da dove arriva.

giovedì 5 maggio 2016

Le tre

Ho preso gusto a scansionare le pagine dei miei libri preferiti e mi sa che continuerò a farlo, anche se il gioco di indovinare da dove vengano è fallito già al primo tentativo. Lo faccio per me, per conservare anche sul mio blog piccole porzioni delle letture che mi hanno emozionato, fatto riflettere, incantato, insegnato, divertito e tutte le altre cose che ci fa la lettura di un buon libro.
La soluzione all'enigma di giovedì scorso è: Viaggiare è il mio peccato di Agatha Christie. È un libro che raccoglie le memorie della celebre giallista in viaggio in Siria e Iraq negli anni Trenta, al seguito del secondo marito archeologo Max Mallowan. La Christie iniziò a scriverlo prima della Seconda guerra mondiale e lo riprese nel 1944 per rievocare i ricordi di un periodo felice e avventuroso vissuto in un'epoca in cui l'Europa era forse ancora ingenua rispetto alle relazioni con popoli di culture diverse, mentre adesso la definirei semplicemente colpevole. Ma non è questa la sede adatta a discuterne.

Oggi cambio genere, oggi abbandono la realtà, seppure d'altri tempi, per il meraviglioso mondo della fantasia e lo faccio con un pezzo che mi ha colpita tanto da finire tra le citazioni a inizio capitolo del terzo libro di Legione. Ecco a voi due pagine splendide e la prossima settimana vi svelerò da quale libro provengono, ma lo trovate sempre in questa lista.


giovedì 28 aprile 2016

Fiori


Questo giovedì, vi regalo la scansione di due pagine di un libro che amo moltissimo. Giocate a indovinare a quale, tra i titoli elencati nella mia lista dei preferiti, appartengano.

Soprattutto, però, ho scelto queste pagine perché mi capita di ripensarci spesso quando ascolto notizie sulla guerra in Siria, sulla resistenza curda e sulle ondate di persone in fuga verso l'Europa. 
Vorrei che potessimo guardare il mondo con la serenità e la curiosità di chi ha scritto queste due pagine e viverlo sapendo che la diversità tra popoli e culture va considerata una ricchezza e non un pretesto per spararsi.