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mercoledì 11 gennaio 2017

Nomi propri

Si sentiva fino al quarto piano il portiere di notte che litigava con i parenti in Egitto, tutti accalcati davanti alla webcam. 
Il palazzo si innalzava su un trafficato viale milanese che a quell'ora tirava il fiato dopo un'altra giornata di clacson, frenate e accelerate. Le auto erano spente, parcheggiate, le serrande abbassate, i semafori lampeggianti, i lampioni sbiaditi nella nebbia e la gente nascosta dietro le finestre. Era l'ora del riposo per tutta la città, tranne per il portiere di notte che gridava contro il computer un po' in egiziano e un po' in italiano.
Si faceva chiamare Giuseppe. Il suo primo datore di lavoro in Italia non era mai riuscito a pronunciare il suo vero nome e ogni giorno, per mesi, gliene aveva dato uno diverso. Alla fine aveva sbuffato: «Senti, ti chiamerò Giuseppe» e quello gli era rimasto. 
Litigavano per i soldi, Giuseppe e i parenti stipati nello schermo che illuminava la guardiola, loro spendevano troppo e chiedevano ancora. 
Quattro piani più in alto, Buonasera Avvocato e Buonasera Signora intuivano spezzoni di discussione. L'avvocato ripiegò il giornale sul comodino e cercò la moglie tra il cuscino e la copertina di un libro appassionante. «Gli hai detto che ha una colazione pagata?» 
Buonasera Signora spuntò dalle pagine. «Sì, ma non l'ha mai consumata perché non ha capito in quale bar.» 


Questa storiella non ha un finale, né una morale. Ve l'ho raccontata più o meno come l'ho sentita dalla coppia del quarto piano che, prima di trasferirsi a Milano, abitava vicino a me. Ve l'ho raccontata perché mi ha fatto pensare che dietro ogni nome c'è una persona e c'è una storia, qualche volta ci si ferma al nome.

mercoledì 7 dicembre 2016

Cose scontate

Uno

Era convinto che se ne stesse occupando qualcun altro.



Due

I racconti si trovano nella pagina racconti.

giovedì 7 aprile 2016

Storia in 6 parole

Dopo aver sospeso le "5 frasi per ogni blogger" e in attesa di scegliere tra le nuove idee per il giovedì, vi avevo promesso una sorpresa per oggi ed eccovi accontentati con la tappa di un blog tour molto particolare.

L'inesauribile fucina di idee di Michele Scarparo propone regolarmente rubriche utili agli scrittori per mettersi alla prova e tenere in allenamento le proprie doti nella palestra letteraria del suo blog Scrivere per caso.


In questo periodo, Michele ha pensato di portare in tour le sue rubriche su altri blog e sono onorata di ospitare oggi la Storia in sei parole. Si tratta di un gioco senza altro premio che cimentarsi per saggiare la propria abilità di narratori e consiste nel raccontare una storia sul tema del giorno usando solo sei parole. Non è un esercizio semplice come potrebbe sembrare perché bisogna evocare un'intera trama, sottintendere qualcosa che è accaduto o sta per accadere, delineare un'atmosfera scegliendo i termini adatti.

Il tema che ho scelto per voi è tipico di me: il viaggio. Declinatelo come vi pare in viaggi reali o immaginari, sognati, desiderati, falliti, pensate a nostalgia, partenze, ritorni, avventure, ricordi...

Per vostro diletto, qui trovate le precedenti edizioni apparse sul blog di Michele.

È consuetudine che chi lancia il gioco cominci per primo, quindi ecco la mia storia:

Veliero armato, l'oceano attendeva minaccioso.

Ora tocca a voi!

venerdì 6 novembre 2015

Fiammate

Per il secondo esperimento narrativo, vi racconto un esperimento di chimica con Fiammate.

Dopo oltre vent'anni, torno a raccontare in prima persona con la voce di un personaggio. Non lo facevo dai tempi di “Il Guardiano”, pubblicato nel 2012, ma scritto nel 1993 e mantenuto nella versione originale per conservarne l'ingenuità. Scrivere in prima persona è difficile e limitante, per questo riesco a farlo solo in testi brevi. In un romanzo finirei per colorare fuori dalle righe.
In Fiammate si parla appunto di colori, ma non ho voluto calcare la mano su questo aspetto, sfruttandolo solo per creare l'atmosfera.

Mi sono auto-citata, pescando i personaggi da Legione 2, non per pigrizia nel crearne di nuovi, ma perché sono perfetti per questo ruolo e avrei rischiato di farne dei cloni. In questo raccontino, trovate (ritrovate se avete letto il libro) i cinque ragazzini dell'orfanotrofio Leonardo Da Vinci in uno scorcio della loro infanzia ricordato da una Ally del futuro.

Rimando ogni altra considerazione al post di critica che seguirà e vi lascio alla lettura.
Ci sentiamo nei commenti.

clicca sulla copertina per leggere il pdf



martedì 27 ottobre 2015

Cassonetto 14

Colta da un'improvvisa ispirazione, in questi giorni ho scritto un raccontino di dieci pagine e ho deciso di pubblicarlo sul blog in formato pdf così potete scaricarlo gratis e farmi sapere cosa ne pensate.

Non sono esperta di racconti perché quello che scrivo straripa sempre in un romanzo, ma voglio tentare questo esperimento e magari ripeterlo in futuro. Attenzione al magari perché se diventasse un impegno fisso mi verrebbe l'ansia da scadenza e non produrrei più nulla.

Come i più scaltri avranno intuito, il titolo è Cassonetto 14, il genere direi americanata da serie tv che non è proprio il mio, ma è quello che mi andava di scrivere la settimana scorsa. L'immagine di copertina è la foto mossa che ho scattato a Melbourne riciclata anche per Legione 4, niente di che.

Buona lettura.

cliccate sull'immagine per leggere o scaricare il pdf