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venerdì 21 aprile 2017

Auguri a me da me

Ho programmato questo post tempo fa perché fosse pubblicato automaticamente il giorno del mio compleanno. Per fare le cose in grande, l'ho fatto in stereo, infatti lo trovate uguale sull'altro blog. 
È un po'come spedire un biglietto d'auguri a me stessa, un biglietto di quelli esposti nelle cartolerie. Ne ho scelto uno con una poesia di Hemingway sul frontespizio.

Tu non sei i tuoi anni,
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

Quello che invece mi sono scritta all'interno del biglietto è una cosa tra me e me :)

giovedì 2 marzo 2017

Io parto e se non vi basta...

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempira l’universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l’incanto
di un tuo solo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sara ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d’estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo


Stefano Benni

giovedì 23 febbraio 2017

Un saluto e una richiesta

Il 2 marzo, cioè tra una settimana esatta, partirò per un viaggio di sola andata.

Qualcuno di voi lo sa da un po', a qualcuno l'avevo accennato quando ancora non sapevo bene dove andare, per qualcuno è una sorpresa. Bene, ci siamo.

in fuga dalla deforestazione
La destinazione iniziale è l'isola di Bali in Indonesia, così dice il biglietto aereo. Questo è il primo passo, il primo gradino di una scala che dovrebbe condurmi alla vita che cerco da sempre: in mezzo alla natura a proteggere la natura.
Non immaginatemi, dunque, su una spiaggia con un cocktail colorato, ma infangata dai capelli agli scarponi nella giungla di una delle diciassettemila isole dell'arcipelago indonesiano, intenta a piantare un albero o nascosta tra il fogliame a fotografare mamma orangutan che allatta il suo cucciolo.

Cambio vita, drasticamente, e non per fuggire da qualcosa, sebbene sia stanca di un certo modo di vivere e di pensare, io vado verso qualcosa e può darsi che sarò pure felice.

Può darsi che scriva ancora romanzi, racconti e stupidaggini, forse un libro su questa avventura, può darsi anche che smetta perché troppo occupata a vivere per raccontarlo. Chissà. Per adesso non abbandono il blog, ma è naturale che rallenterà, l'ha già fatto in queste settimane di preparativi. Se vi va, passate a bussare ogni tanto, fuso orario e connessione permettendo, vi risponderò con piacere.

Per leggere, avrò il Kindle, una biblioteca in pochi etti, ed ecco la mia richiesta: se volete suggerirmi una lettura da portare con me c'è ancora spazio, ma vi concedo un solo titolo a testa. Con i classici sono a posto perché per fortuna molti si trovano gratis in versione ebook, per il resto consigliate in libertà.

Parto dall'Indonesia, ma potrei finire in Africa, non metto limiti al mio orizzonte né freni al destino. Scoprirete da foto e racconti che fine avrà fatto questa impiegatuccia sfigata che fa sogni giganteschi.

Come un'esploratrice d'altri tempi, sventolo il fazzoletto e vi saluto tutti.

“A ship in harbor is safe, but that is not what ships are built for.”

John Augustus Shedd

giovedì 5 gennaio 2017

A tende chiuse

E se smettessi? Se chiudessi questo blog? Se terminassi la pentalogia di Legione - mi fa male lo stomaco a lasciare le cose a metà - e non pubblicassi altro? Se a quel punto la scrittura tornasse a essere una faccenda privata?

Ci ho pensato spesso. Ci sono menti e penne migliori in giro, qualcuna qui nei dintorni, e alla gente sarebbe più utile leggere loro.

Ma poi anche per me, insomma. Questa smania di imparare a scrivere meglio, questo misurarmi in continuazione, questo svergognarmi in pubblico, questa sofferenza da insoddisfazione che ogni volta che metto un pensiero in parole mi pare più brutto e più piccolo di com'era nella mia testa, questa preoccupazione di piacere quanto chi piace senza sforzo perché è obiettivamente più bello e bravo di me e di tanti altri.

Dovrei scrivere come mi basta, quando posso stare in mutande e spettinata perché tanto le tende sono chiuse. Ah, che pace! 


E che bel calduccio accanto a questo falò ;)

venerdì 30 dicembre 2016

...e viaggiatrice

Ovunque mi trovi, vorrei essere altrove.

Thailandia 2010, stazione di Bangkok

Ogni anno in questo periodo, si ha l'impressione di avvicinarsi alla fine di una strada e di avvistare il futuro dietro l'angolo. Ce ne accorgiamo solo all'ultima riga dell'ultima pagina del calendario, tutte le volte, come se ricominciare a contare da gennaio cancellasse per magia l'anno passato e aprisse le porte alle opportunità mancate.
Sì, ma il futuro è anche tra un'ora o domani se vogliamo esagerare, ma ci si sente più leggeri a rimandare all'anno nuovo. Quello vecchio ormai è macchiato, fuori moda, e non vediamo l'ora di togliercelo di dosso. Quello nuovo invece è pulito, ancora vuoto di errori e sprechi, sembra perfetto.

Ci trascinerò le cose che non ho finito e già si sporca tutto gennaio. Ho segnato le date dei prossimi impegni, sbirciato come cadono i compleanni, pianificato appuntamenti. Prima ancora di cominciare, il mio anno nuovo è già tutto macchiato, come quando il gatto passa sul pavimento che non si è ancora asciugato. Lancio schizzi pure sugli anni a venire perché ci sono tante strade che vorrei percorrere, con le scarpe e con la penna, tante che mi servono più calendari da pasticciare.

In Thailandia, sei calendari fa, aspettavo un treno. Quando è entrato in stazione, sono apparsi gli addetti alle pulizie, piccoli e veloci come folletti, e si sono messi a spazzare, rassettare e lucidare ogni vagone, dentro e fuori, prima di lasciar salire nuovi passeggeri. È sempre lo stesso treno che percorre la tratta 1 gennaio - 31 dicembre, anche se spolverato a ogni corsa. Il bello che ci sfugge è che non c'è bisogno di arrivare ogni anno al capolinea per scegliere una nuova destinazione.


domenica 25 dicembre 2016

Natale discreto





I miei auguri per voi sono sobri e raffinati come queste decorazioni.
Non vi annoiate troppo durante le feste :)


P.s. Riguardo il video, una coreografia del genere si può fare solo in Australia dove il vicino di casa più prossimo sta a dieci chilometri, ma magari telefona lo stesso per lamentarsi durante l'assolo. Evviva i Queen, comunque.

mercoledì 21 dicembre 2016

Perché sono cattiva

Mentre le città e le case sono tutte sbrodolate di luci, le fiabe e i dolci tornano di moda, in tv passano vecchi film natalizi, chiunque ti bacia e ti augura di passare buone feste, i negozi sono un'eruzione di nastri e pacchetti e tutti sono più buoni, io aspetto la settimana di Natale solo per riproporvi questo. Perché sono cattiva.



venerdì 16 dicembre 2016

Nessun pacchetto

Why dont'you take me for a little while
Sing me songs you know will make me smile
David Coverdale e Jimmy Page, 1993

Carico di significato i gesti, le espressioni, le parole dette, scritte, cantate, a volte i luoghi, mai gli oggetti. Gli oggetti si perdono, si rompono, si consumano, si usano e si dimenticano. Per quanto possano contenere ricordi, conservo i ricordi e non gli oggetti. Faccio un'eccezione per i libri, ma anche di quelli conservo le storie, non le pagine.

Dei regali mi basta davvero il pensiero, a farmi felice è la persona che dedica un suo minuto al pensiero di me. A qualsiasi pacchetto preferisco un bacio che può arrivarmi anche attraverso un biglietto, una cartolina, un messaggio, una telefonata, una canzone, una mail. Costa anche meno di un minuto. 

Come ogni anno, a Natale spenderò i soldi di ipotetici doni per voi in nulla di materiale, adottando animali a distanza, sostenendo chi protegge la natura e altre cose del genere. Per via del mio infantile sogno di salvare il pianeta, siete dunque costretti a rinunciare a un pezzetto del vostro Natale, peraltro dimostrandovi tutti più buoni come vuole la tradizione.
In cambio avrete i miei minuti e i miei pensieri. Fateveli bastare.

Se proprio non potete fare a meno di regalarmi qualcosa per Natale - chissà perché non potreste farlo in ogni altro momento dell'anno - regalatemi un vostro minuto perché non c'è nulla di più prezioso che io desideri.



mercoledì 7 dicembre 2016

Cose scontate

Uno

Era convinto che se ne stesse occupando qualcun altro.



Due

I racconti si trovano nella pagina racconti.

sabato 26 novembre 2016

Soltanto un albero

Ho sempre amato gli alberi.

Ero un'imbranata da bambina, ve l'ho già raccontato, e in verità lo sono ancora, ma una cosa che mi riusciva con inspiegabile naturalezza era arrampicarmi sull'albero di gelso in fondo al cortile. Non so come potessi raggiungere tanto facilmente i rami più alti e saltare giù senza paura, quando non sapevo prendere al volo un pallone. Mi piaceva.

giovedì 17 novembre 2016

Appendice al post di ieri


scattata 5 minuti fa


"Ecco, mi scusi Signor Gatto, dovrei sedermi proprio lì. Non è per disturbare i suoi strusciamenti, ma, insomma, c'ero prima io. Mi sono alzata solo un attimo, il tempo di una telefonata. So che le ho scaldato il cuscino, ma ha tutta la casa a disposizione e quello è il mio posto, è lì che scrivo. Non vede che il pc è acceso? Non che sia più importante dei suoi strusciamenti, ci mancherebbe, ma dovrei continuare a scrivere, almeno provarci. Lo so, l'umanità può fare a meno dei miei tentativi letterari, mentre strusciarsi sul cuscino della mia sedia... La casa comunque è piena di cuscini più comodi di quello. Se non le crea troppo disagio, mi farebbe la cortesia di spostarsi sulla poltrona o il divano?" 

Fa le fusa. Mi sposto sull'altra sedia.

Appendice all'appendice.

Ovviamente, appena mi decido a cambiare sedia, lui...



mercoledì 16 novembre 2016

Gatti

Come ogni proprietario di gatti ben sa, nessuno può possedere un gatto.
(Ellen Perry Berkeley)

mercoledì 9 novembre 2016

Numero due

"Il secondo è il primo dei perdenti"
 - Enzo Ferrari

Sono un'eterna seconda.
All'esame di maturità, che ai miei tempi si valutava in sessantesimi, dalla mia classe sono usciti due 60 poi io con 58 e gli altri dal 44 in giù. Il tabellone dei risultati mi tormenterà per tutta la vita: brava, ma non abbastanza.

sabato 1 ottobre 2016

Alla salute

Oggi chiuso per fest, Oktoberfest.
Vi mando un bacio da Monaco, anzi un sorso della mia preferita o quel che ne resta.


giovedì 15 settembre 2016

Fin qui e da qui in poi

Una volta ho scritto a un amico che le persone come me se ne vanno sempre, partono in continuazione trascinate da un'implacabile sete di scoperta.


Ho l'animo selvatico e mi sento in gabbia se sono costretta a rimanere in un luogo che non ho scelto. Reinvento la mia vita, non so tenere a freno la fantasia e la curiosità, devo stupirmi ogni giorno, sento che le mie passioni hanno bisogno di esprimersi fisicamente, vado a caccia di emozioni forti come traumi. Sto inseguendo me stessa, una me stessa che mi sfugge appena la sfioro perché, per sua bizzarra natura, riesce a essere allo stesso tempo pienamente felice e mai soddisfatta. Così, di tanto in tanto, prendo decisioni drastiche che qualcuno giudica folli, ma tanto vale fare ciò che sentiamo perché la gente ci giudica in ogni caso.


Ovunque mi condurranno i miei desideri, porto con me il bagaglio leggero di chi ha ben chiara la strada, ma non la destinazione: una collezione di ricordi belli, un quaderno e un pc per continuare a scrivere. E la collezione di ricordi cresce ogni giorno senza mai pesare, arricchendosi di pezzi rari e preziosi come ogni prima e ultima volta che segna i momenti salienti di una vita. Prime e ultime volte sono i pezzi che preferisco.


Chi mi vuole bene mi lascia andare, ma sa ritrovarmi in ogni momento con la certezza che non sarò mai troppo lontana per rispondere al richiamo di un legame prezioso. Saluto, non abbandono.


Devo andare perché il tempo non si ferma e io nemmeno.



Death di Neil Gaiman






"What you thought was real in life somehow steered you wrong
Now you just keep drivin' tryin' to find out where you belong "
3 Doors Down


Sono in partenza per il Kenya, perciò fino alla fine del mese mi troverete QUI.





martedì 13 settembre 2016

Spiriti sfavillanti

Stasera scrivo soltanto per dire che le Paralimpiadi sono questo all'ennesima potenza. 






giovedì 14 luglio 2016

Benvenuti nel mio mondo



Io amo scrivere. È questo che faccio ed è questo che mi manca quando non ho tempo di farlo.

Ora, se osservo questo blog capisco di averlo usato in molti modi diversi: per raccontare la mia esperienza di autrice auto-pubblicata, self, indie o come diavolo si dice ora; per pubblicizzare i miei libri e annunciare le presentazioni, raccontando come sono andate anche solo per conservarne il ricordo; per approfondire alcuni aspetti dei romanzi che ho scritto; per condividere le mie letture preferite e le mie fonti d’ispirazione; per regalare un paio di racconti a chi mi segue (ad oggi i momenti più appaganti da quando ho aperto); per giocare con le pagine scritte da altri; per conoscere e farmi conoscere interagendo con altri appassionati di scrittura e lettura.
Tutti usi legittimi e utili per una tizia che vuole fare la scrittrice e sono soddisfatta dei post che ho pubblicato finora, ma.

Ma io amo scrivere. Non curare un blog, non inventare rubriche, non avere scadenze, non darmi regole, non seguire i “si deve fare così”, non preoccuparmi di cosa gli altri sono interessati a leggere, non dispensare consigli quando io per prima ne ho tanto bisogno.
Voglio solo scrivere ed è esattamente quello che farò d’ora in poi su questo blog. Chi passa di qui deve trovare una scrittrice, deve poter osservare la mutazione dei miei bruchi di pensieri in farfalle di parole, sbirciare tra gli appunti che diventeranno paragrafi di romanzi, scoprire come scrivo attraverso ciò che scrivo e non perché il post dice che scrivo così. Commenti e critiche saranno sempre graditi, ma non inseguiti.

In sostanza, chi viene a cercare la tizia che vuol fare la scrittrice merita di leggere i foglietti scritti a penna dai quali tutto ha inizio. Qualcuno diventerà un racconto, qualcuno produrrà descrizioni o dialoghi per un romanzo e altri finiranno per essere scartati, ma.

Ma io amo scrivere. Di tutto il resto, diceva l’affascinante Rhett Butler, francamente me ne infischio.




giovedì 7 luglio 2016

A chi importa?

Giovedì di piena estate. C'è chi ha il coraggio di deprimersi per motivi stupidi mentre fuori c'è il sole, il cielo blu, l'ombra degli alberi, la frutta migliore dell'anno, il gelato, le serate all'aperto... Mah! Io fatico perfino ad arrabbiarmi in estate, ma forse sono strana. E un po' strano è il mondo raccontato dall'autore delle pagine che vi ho proposto la scorsa settimana. Strano, ma eccezionalmente familiare, sempre diverso, esagerato come una caricatura in ogni suo libro eppure tanto vicino a una realtà che il lettore trova riconoscibile pur osservandola attraverso una sorta di specchio deformante che gonfia certi dettagli e ne stira altri. Lo scrittore è Stefano Benni e le pagine vengono da La compagnia dei Celestini, il primo che ho letto tra i suoi romanzi. Ho scelto questo titolo perché ricordavo la descrizione delle estati a Rigolone Marina che ben si adatta a questa stagione, ma di Benni mi è rimasto nel cuore Terra! che a tutt'oggi è il mio preferito nella lunga lista dei suoi scritti. Amo il suo modo comicamente critico di narrare, la fantasia nel suo sarcasmo e l'attenzione con la quale osserva la vita reale per poterla poi deformare con il suo specchio magico. Leggendo Benni si ride, ma finita la risata si riflette. Leggete un suo libro qualsiasi, andate a teatro a vedere una delle sue opere in scena, poi mi direte.


Avrei tanti altri libri dei quali parlarvi, li avete visti nella mia libreria, migliaia di pagine da farvi assaggiare, ma per il momento mi fermo qui. Sospendo anche questa rubrica del giovedì (ho aggiunto un banner a destra per chi volesse fare un giro tra questi post) e non ho molta voglia di spiegarvene il motivo, forse perché mentre scrivo questo post fuori c'è il sole e preferisco uscire, forse è questo l'ultimo piccolo enigma del giovedì e per la soluzione dovrete aspettare una settimana. Hahahahahaha!




sabato 2 luglio 2016

La sognatrice impaziente

È seccante, anzi mi fa proprio imbestialire veder sprecare cose preziose come il tempo e le occasioni.
Ogni giorno che trascorre senza lasciare un segno è un giorno perduto. Non si può rivivere né riscattare. Non c'è nulla da recuperare, ogni possibilità andrebbe sempre vissuta e colta come fosse l'unica. 
La vita è carica di imprevedibili opportunità e non si può sapere se quella che si lascia passare sia proprio l'ultima. La sabbia nella clessidra scorre in un senso solo e io preferirò sempre avere qualcosa da dimenticare che nulla da ricordare.
Le cose non si aspettano, si fanno.





giovedì 2 giugno 2016

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Ogni scusa è buona per viaggiare: vi abbandono per un po' perché ho bisogno di mare. Il prossimo post uscirà il 16 giugno.
Au revoir, lettori.